martedì 8 gennaio 2013

Veronica Lario, la sua vera storia

«Il capitolo Berlusconi e le ragazze? È un capitolo che non è mai stato chiuso, perché è sempre stato aperto. Nel senso che io l’ho visto sempre circondato da splendide figliole. Quando mi dicono “Eh, ma sai, Berlusconi va con le donne”… È sempre andato. Con le belle donne. Sempre. Non è che l’ho visto con i miei occhi, ma l’ho sempre visto circondato da belle ragazze». Paolo Pillitteri, sindaco socialista di Milano dal 1986 al 1992, amico (e cognato) di Bettino Craxi, celebrante delle nozze fra Silvio Berlusconi e Veronica Lario, non ci gira intorno. Anche prima di Ruby, di Nadia, di Noemi, di Patrizia, di Angela e chi più ne ha più ne metta, il Cavaliere ha sempre amato circondarsi di occhi da gatta e gambe lunghe. Donne che lo solleticavano di sorrisi, applaudivano le sue canzoni, gongolavano per i suoi calembour da intrattenitore da crociera. Donne di passaggio, quasi sempre. Tutte, tranne una. «Berlusconi Veronica l’ha amata davvero. E lei amava lui, tanto», giura Pillitteri, che insieme con Paolo Gotti, Caterina Costantini e altri intervistati ha raccontato la «sua» Veronica al programma tv Donne di Oggi, la nuova trasmissione legata al nostro giornale e in onda su Lei, canale 125 di Sky. Veronica innamorata, sembra il titolo di un film. Bella storia, alla fin fine: lei giovane attrice agli esordi, lui già tycoon dell’immobiliare, il cesto di cento rose in camerino, la corte serrata in giro per l’Italia, la coperta come primo dono, «perché mi hai detto che a casa tua fa freddo». Una favola.

UN FLIRT TRA RAGAZZI

Però oggi, alla luce delle notizie più recenti, una cosa te la chiedi: possibile che Veronica non sapesse, non abbia mai immaginato? E soprattutto, che donna era quella che si è innamorata del Cavaliere? «Com’era Veronica da giovane? Bella. E malinconica, tanto. Ogni tanto si metteva a piangere, e neanche spiegava perché», dice oggi Paolo Gotti, il fotografo che la scoprì, appena diciassettenne, e che poi ebbe con lei un breve flirt. «Me la presentò mio cugino, “C’è questa ragazza che vorrebbe fare la modella”, mi disse. La fotografai, cominciammo a frequentarci, ci siamo anche voluti bene. Però senza un’etichetta di fidanzati, ecco». Malinconica, Veronica lo è sempre stata. E anche silenziosa, riservata. Il padre perso da bambina conta, moltissimo. Anche per questo, forse, la giovane attrice bolognese, allieva alla scuola di recitazione dell’Antoniano, sceglie sempre uomini più grandi di lei. Quando esce con Gotti, lui di anni ne ha 29, a 23 conquista Enrico Maria Salerno, che ne ha più di 50. È poco più che una ragazzina, ma gli uomini, davanti a lei, restano incantati.

LA TECNICA DEL SILENZIO

«Veronica era affascinante per i suoi silenzi, per la sua tristezza. La circondava un che di misterioso. Poteva sembrare una tecnica, la sua, ma non credo: eravamo talmente giovani, a quell’età non si elaborano strategie per fare innamorare gli uomini», racconta a Donne di Oggi Caterina Costantini, attrice e compagna di tournée della Lario nel Magnifico cornuto di Fernand Crommelynck, la commedia grazie alla quale incontrò il Cavaliere. «Non era fredda: credo semplicemente che avesse già capito che gli uomini vanno gestiti in un certo modo. Quando Berlusconi le mandò le cento rose rosse dietro le quinte, per esempio: se le avessi ricevute io avrei fatto la pazza, sarei andata per camerini a saltellare. Lei no, lei fece una faccia come dire “Carine, grazie”. Ed è giusto così».

COME JULIA ROBERTS

A vent’anni e spiccioli, Veronica ha una femminilità istintiva e riservata. Non assomiglia neanche un po’ a quella «velina ingrata» che Feltri dileggerà anni dopo su Libero, condendo il suo editoriale con le «scandalose» immagini a seno nudo della Lario sul palco del teatro Manzoni (nello spettacolo che fece innamorare il Cavaliere, per la cronaca). È una giovane attrice ambiziosa, pronta a fare la gavetta, a lavorare sodo. Sua madre fa la commessa alla Standa, in casa non è che si navighi nell’oro. «Quando Veronica usciva a fare shopping mi chiedeva sempre di accompagnarla», racconta ancora la Costantini. «Non aveva un gran guardaroba, e allora si sentiva un po’ come Julia Roberts in quella scena famosa di Pretty woman: “Caterina, non mi danno retta, io vorrei comprare e quelle mi guardano come dire: ma questa cosa vuole?”, si lamentava. Io qualche cosina in più ce l’avevo, magari un tailleurino un po’ più ricercato, e allora andavamo insieme».

ERA UNA TRADIZIONALISTA

Piccolo borghese, politicamente orientata a sinistra («A quei tempi a teatro eravamo tutti così: ci si indignava, si protestava», dice la Costantini), quando Berlusconi arriva nella sua vita, nel 1980, Veronica ha avuto una sola storia davvero importante, quella con Salerno. «Era molto tradizionalista: teneva alla famiglia, ai valori, alla cultura», ricorda Gotti. «Leggeva, leggeva tanto, e poi adorava i bambini: quando ci capitava di frequentare amici con figli, si vedeva proprio che lei si emozionava davanti a un bambino. Si è visto anche dopo, no? I figli, per lei, sono tutto».

Il costruttore di Milano 2, futuro imperatore della tv commerciale, 44 anni, più capelli e meno pancia di adesso, la conquista a suon di telefonate, di irruzioni nei teatri in cui recita, di viaggi a sorpresa. «Una volta la chiamai per salutarla e Veronica mi raccontò di questo signore che la passava a prendere in aeroporto con il jet. Non mi voleva dire chi fosse poi ho capito…», sorride Gotti. L’ammiratore in doppiopetto blu le piace, anche se Veronica non si lancia in grandi confidenze. «Eravamo amiche, amiche vere, stavamo sempre insieme, ma delle sue cose più intime non parlava volentieri», dice la Costantini. Che quel corteggiatore avesse fatto colpo, la compagna di palco lo capisce da un episodio avvenuto dietro le quinte del Magnifico cornuto, nella stessa sera delle cento rose. «Per quello spettacolo, Veronica s’era fatta bionda, lei che di solito era mora», dice l’amica. «Così, quando Berlusconi è arrivato in camerino per complimentarsi io gli ho detto: “Glielo dica lei, che sta meglio bionda che bruna!”. E Veronica, secca: “Fatti i fatti tuoi”. Non mi aveva mai risposto così».

IL SOGNO DI UNA DONNA

Quanto pesano, i soldi? Per una che ha sempre dovuto far i conti alla lira, pesano di sicuro. Ma alzi la mano la donna che non sogna di essere corteggiata a suon di cene e gioielli. «Quando si costruisce un rapporto, ogni cosa è una specie di tassello che si mette nel grande affresco dell’innamoramento», riflette oggi Pillitteri. «Io, però, ho sempre saputo che è stato un amore a prima vista, che lei era molto innamorata. E quando chiesi a un amico di Silvio: “Sì, ma lui?”, mi rispose: “Anche lui, te lo posso assicurare”».

Quando Berlusconi incontra Veronica, e la scorrazza su e giù sul suo jet, è ancora sposato con Carla Dall’Oglio, la sua prima moglie. Marina e Pier Silvio sono ancora bambini.

UNA COSA DIVERSA

Ma almeno all’inizio, Berlusconi non ha occhi che per la Lario. «Dovevamo incontrarci a Santa Margherita Ligure per discutere di una cosa, era estate. Ho parcheggiato la macchina, ho cominciato a camminare sul lungomare e me li sono visti venire incontro, lui e Veronica. Parevano veramente due fidanzatini. L’immagine dell’amore allo stato nascente», ricorda Paolo Pillitteri. «Quando lo avevo incontrato, anni prima, era sempre pieno di belle donne, una più bella dell’altra. Ma con lei era una cosa diversa, si vedeva».

La loro relazione, si sa, comincia in modo clandestino. Veronica vive in via Rovani 2, a Milano, sopra gli uffici della Fininvest: qui affronterà la prima gravidanza, finita in un aborto terapeutico, qui nel 1984 nascerà la prima dei figli dati a Berlusconi, Barbara. Il Cavaliere divorzia l’anno dopo, Veronica si trasferisce a Villa Belvedere, a Macherio, dove nascono Eleonora e Luigi. E comincia la sua vita da first lady della Brianza.

«Veronica era una padrona di casa molto attenta, gentilissima. Ti metteva a tuo agio, era molto dolce, molto mite e soprattutto molto bella», dice Pillitteri, che nel 1990 unisce la coppia in matrimonio, a Palazzo Marino. Lady Berlusconi sceglie di fare una vita ritirata, dosa le apparizioni pubbliche col contagocce. Ma ha le sue idee, e non ci rinuncia. I bambini frequentano la scuola steineriana, non guardano la tv, la guerra in Iraq non le piace.

Silvio è sempre più assente, ma Veronica sembra sopportare: «Non ho mai chiesto a mio marito ciò che non poteva darmi», racconta la Lario a Maria Latella, autrice di Tendenza Veronica. «Sapevo che non ci sarebbero stati percorsi comuni e ho scelto una vita parallela, senza interferenze, per rispettare quel suo desiderio di apertura al mondo».

IL GOSSIP SMENTITO

Per chi la guarda da fuori, quella di Veronica e Berlusconi sembra la vita, forse un po’ distante, di una coppia tutto sommato unita.

Eppure, anni fa, è accaduto qualcosa che pochi ricordano. Delle varie Ruby e Patrizia, allora, non c’era ancora traccia. Ma un giorno, un gossip comincia a serpeggiare per Roma: il Cavaliere spedisce quotidianamente grandi mazzi di rose rosse a una destinataria sconosciuta. «Certo, sono fiori per mia moglie!», esclama lui, quando la diceria diviene pubblica. Tempo 24 ore e da Macherio, arriva, gelido, un chiarimento a mezzo stampa: «La signora Lario comunica di non aver mai ricevuto alcun mazzo di rose rosse da Palazzo Chigi». Era il 1995. E Veronica, probabilmente, aveva già capito tutto.
 Fonte: http://www.oggi.it/

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